Articoli

Posts Tagged ‘Mario Staderini’

La tutela in ginocchio

Posted by Simona Maggiorelli su novembre 27, 2010

Dopo il crollo a Pompei, la denuncia del segretario dei Radicali Italiani, Mario Staderini, contro scellerate politiche di emergenza e di favori al Vaticano da parte del governo

di Simona Maggiorelli

pompei

Segretario Staderini nei giorni scorsi un nuovo crollo a Pompei, ma c’è stato anche un crollo al Colosseo e il cedimento del soffitto della Domus Aurea a Roma. Con tutta evidenza il sistema della tutela in Italia non funziona ma nessuno nel governo ammette responsabilità. Oltreché nei tagli ai finanziamenti dove cercare le cause di questo drammatico stato di cose?

Innanzitutto nella gestione commissariale dei beni culturali, governata dalla logica dell’emergenza e degli affari. Agire con ordinanze che operano in deroga alle leggi ordinarie, svincolati da controlli e responsabilità, è un modello autoritario e criminogeno che riguarda sempre più aspetti della vita pubblica, dalla gestione dei rifiuti alla mobilità cittadina, dall’Inps sino ai grandi eventi. È lo stesso modello usato all’Aquila nella gestione del post terremoto de L’Aquila, con gli effetti che abbiamo visto. Il Governo Berlusconi ne ha fatto un sistema, basta dire che dal 2008 ad oggi ha adottato 154 provvedimenti d’emergenza, uno ogni cinque giorni.

Lei ha segnalato anche che un deficit di manutenzione e di attenzione si registra soprattutto per quanto riguarda il patrimonio d’arte pre-cristiano. Nell’Italia dell’8 per mille che va alla Chiesa  anche se il cittadino firma per darlo allo Stato e delle esenzioni dall’Ici per i beni immobili ecclesiastici, è un caso?

Da anni oramai, Governo ed enti locali riservano prevalentemente all’arte sacra ed ai beni ecclesiastici i fondi pubblici dedicati ai restauri e alla conservazione di monumenti. E non parlo solo di restauro di affreschi o di Chiese di pregio artistico ma anche, per fare un esempio, di lavori di manutenzione di palazzi di Propaganda Fide che non versano in stato di emergenza. Non dimentichiamo che la Arcus (la società per lo sviluppo dell’arte, della cultura e dello spettacolo spa creata per decreto ministeriale nel 2004, ndr) ha versato quattro o cinque milioni di euro a Propaganda Fide proprio per questo e altri milioni di euro sono stati dati all’Università Gregoriana. In questo quadro, dunque, non appare un caso che nel nostro Paese gli ultimi quattro ministri dei beni culturali e ambientali siano politici molto vicini al Vaticano, dall’attuale ministro Sandro Bondi, a Francesco Rutelli, a Giuliano Urbani  a Rocco Buttiglione. Che, non dimentichiamo, fu nominato ministro dopo che Bruxelles aveva rifiutato la sua candidatura a commissario europeo per la giustizia, la libertà e la sicurezza.

Domus Aurea, crollo

Concretamente da dove si evince la maggiore attenzione da parte di istituzioni pubbliche italiane per la tutela dell’arte sacra la cui tutela spetterebbe in primis agli enti ecclesiastici?

Dalle spese ordinarie, e lo si evince, come dicevamo, dai finanziamenti per decine di milioni di euro che Arcus eroga ai vari enti ecclesiastici. Persino la quota statale dei fondi ricavati dall’otto per mille e destinata alla conservazione dei beni culturali viene in gran parte, ben oltre il 50%, destinata a beni ecclesiastici quando ad essi dovrebbe provvedere la CEI con il miliardo di euro che ogni anno incassa. Per contrasto registriamo, invece, la deriva per inadeguata tutela e manutenzione a cui sta andando incontro una parte importante del nostro patrimonio d’arte pre-cristiana. Pensiamo appunto ai crolli a Pompei, nella Domus area a Roma e delle Mura aureliane, rischio che corrono da tempo il Palatino, Villa Adriana e tanti siti dell’epoca romana ed etrusca presenti in Italia.  Che con tutta evidenza non hanno goduto di altrettanta attenzione da parte dello Stato: è emblematico che per il restauro del Colosseo, uno dei siti italiani più rappresentativi e visitati, si deve andare ad elemosinare soldi da sponsor privati.

L’arte sacra, si sa, nella storia è stata anche un grande strumento di propaganda per la Chiesa. Fin dal medievo papi, vescovi e predicatori parlavano della pittura sacra come “bibbia dei poveri”. Il che, per fortuna, ha fatto sì che fosse conservata e tramandata…

E’ una finalità che ritroviamo anche oggi nei progetti delle gerarchie ecclesiastiche. Basta dire che il cosiddetto “progetto culturale” che il cardinale Camillo Ruini varò nel 1994 per la reconquista dell’Europa è ancora in piedi e vede Ruini ancora saldamente alla guida. Nell’ambito di questo progetto culturale, per esempio, sono nati anche i circoli di Scienza e vita che hanno giocato un ruolo di primo piano nel sostenere i dogmi della Chiesa contro le ragioni del referendum sulla legge 40 riguardo alla fecondazione medicalmente assistita. Così come nell’ambito progettuale di Ruini sono cresciute precise scelte strategiche del Vaticano per favorire il turismo religioso a danno di altri tipi di turismo. E che hanno portato lo Stato Italiano a finanziare a ogni livello operazioni di restauro di parrocchie e monumenti ecclesiastici grandi e piccoli.

Detto questo, la domanda inevitabile e cruciale è: come se ne esce?

In primis ricominciando a restituire competenze a quelle istituzioni a cui sono state sottratte. In ambito archeologico e di tutela del paesaggio bisogna ridare centralità alle soprintendenze in queste anni depauperate di fondi e competenze. Devono poter tornare a esercitare un lavoro importante di controllo. Non è un caso che dal 1995 a oggi in Italia si sia edificato senza criterio riversando nel paesaggio quattro milioni di metri cubi di cemento. L’incuria e l’abuso del territorio hanno una radice precisa. Gli enti pubblici preposti devono tornare ad esercitare compitamente un potere di interdizione.

Mentre parliamo nel  Partito democratico comincia a farsi strada l’idea di una mozione di sfiducia verso il ministro Sandro Bondi, cosa ne pensa?

Penso che il ministro Bondi avrebbe dovuto dimettersi già da tempo. Non solo per inadempienze, ma per complicità con situazioni gravi come quella che in queste ore si sta registrando, per esempio, nell’area della Basilica di San Paolo a Roma, dove si stanno costruendo palazzi di quattro piani e 25mila metri cubi di cemento, proprio attaccati a questa antica basilica che è patrimonio dell’umanità dell’Unesco. Senza contare che sotto le fondamenta di questi palazzi resteranno sepolti per sempre importanti resti archeologici di un cimitero romano conosciuto da tempo. Su tutti questo il ministro Bondi non dice nulla. E non è che un esempio.

da left-avvenimenti

Posted in Beni culturali | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 1 Comment »

Mario Staderini: Basta abusi vaticani

Posted by Simona Maggiorelli su novembre 30, 2009

Propaganda sui media e pesanti ingerenze nella politica italiana. La Chiesa torna alle crociate. Ecco come fermarla
ddi Simona Maggiorelli

Mario Staderini

«La società italiana si va sempre più laicizzando. Aumentano i divorzi, sono sempre meno le persone che vanno a scuola dai preti e non solo». Di fronte ai dati del nuovo Rapporto sulla secolarizzazione di Critica liberale e Cgil nuovi diritti, il neosegretario dei Radicali Mario Staderini non ha molti dubbi: «Nessuno segue più gli anacronismi del Vaticano». Ma se da molti anni ormai nel vivere e nel sentire quotidiano degli italiani si riconosce una laicità di fondo, l’avvocato Staderini (anche per il suo lavoro con l’associazione Anticlericale.net) avverte: «Che la società civile sia sempre più distante dal catechismo non significa, però, che si riduca l’influenza della Chiesa e il potere delle gerarchie vaticane in Italia». In un Paese dove ogni dì tv e giornali si occupano del papa e riportano i pareri del clero su ogni tema e senza contraddittorio «lo strapotere mediatico della Chiesa cattolica – chiosa Staderini- condiziona  gli orientamenti politici degli italiani. Ma c’è anche un’influenza “culturale” che la Chiesa esercita sui più giovani con le fiction a sfondo religioso. Solo un esempio: vent’anni fa che un gruppo di liceali venisse al Partito radicale, come è accaduto, ad attaccare croci e slogan fondamentalisti era inimmaginabile. Non c’era l’humus culturale. Allora passavano i film di Magni sulla Roma papalina. Ora ci sono don Matteo e fiction agiografiche su madre Teresa. Le sparate vaticane trovano poi un terreno già pronto».
Lo Scisma sommerso fra Chiesa e società di cui parlava lo storico Pietro Prini si va ricomponendo?
C’è il rischio che quella spaccatura evidente venga ricomposta a forza. Certo non è un processo che parte dal basso, dalla vita quotidiana. Ma devo aggiungere anche che, se l’influenza “culturale” della Chiesa è in prospettiva la più pericolosa, non si può trascurare quella economica: sulla scuola, sulla sanità, sui beni culturali, sul turismo. Qui il Vaticano è un player determinante. Con tutti i vantaggi dell’8 per mille, delle agevolazioni fiscali, delle banche.
In Vaticano spa ( Chiarelettere), Nuzzi scrive di conti correnti intestati a mafiosi e a politici ma anche di soldi a Riina e Provenzano per finanziare un nuovo partito di centro. Ora la riapertura del caso Orlandi ci riporta ai soldi sporchi che la banda della Magliana prestava al Vaticano. Lo Ior continua a gettare un’ombra nera sulla democrazia italiana?
è certo che lo Ior è al di fori delle convenzioni internazionali sul riciclaggio del denaro e sulla trasparenza. Dunque tutto può succedere. Se i magistrati italiani indagano su eventuali conti aperti nello Ior devono fare una rogatoria internazionale. E il Vaticano non ha nessun obbligo di rispondere. Accadde già con Marcinkus.
Il terzo punto è l’intromissione politica della Chiesa. A Il Fatto lei ha detto: mai con la destra “Dio, patria e famiglia”. Ed è chiarissimo. Ora però, anche se per Marx la «religione era oppio dei popoli», da Togliatti  in poi la nostra sinistra ha sempre avuto sudditanza al pensiero religioso e “deferenza” verso il Vaticano. Perché?
Quella che lei chiama deferenza è in realtà una sudditanza al potere politico, economico e culturale del Vaticano. Serve a non inimicarsi quel potere che fa partire direttive a cui destra e sinistra si genuflettono. Tanto più oggi con partiti ridotti a oligarchie e a gruppi di potere se non d’affari. Così, per intenderci, se in Emilia Romagna la Cei spende 100 milioni di euro per nuove chiese, le cooperative rosse del cemento devono ambire a quelle commesse. Da parte sua la destra cavalca in modo perfino becero i diktat della Chiesa. Usa la croce come arma politica.
Il cardinal Ruini dice che la religione è antropologia. Di fronte a una Chiesa che propaganda la dottrina come scienza, perché i partiti di sinistra esitano a fare proprie le scoperte scientifiche che, per esempio, liberano la donna che decide di abortire dalle accuse di assassinio?
Ruini ha messo su una macchina gigantesca con una strategia dichiarata. Nel ’94, visto che con l’8 per mille gli arrivavano ben più dei 200 milioni di euro del Concordato mussoliniano, ha lanciato il suo «progetto culturale». Che ha consentito alla Cei di formare quadri in tutti i settori e di mettere in piedi una rete di media senza pari. Solo i Radicali si sono opposti. La sinistra non ha detto nulla perché si doveva cancellare la resistenza della cultura radicale che è l’alternativa al progetto di Ruini. La classe politica di centrosinistra ha praticato la solita scissione fra scienza e potere e la Cei è passata come una lama nel burro.
Cosa pensa della mozione Pd e Pdl in cui si chiede all’Europa di poter esporre simboli religiosi in ogni luogo pubblico?
Quella mozione vorrebbe appendere il crocifisso «in quanto identità nazionale». Questo è il fatto più grave. E pretendendo di esporlo in ogni luogo pubblico si farebbe peggio del fascismo che lo rese obbligatorio solo nelle scuole e nei tribunali.
Emma Bonino ha detto che il Vaticano è un sistema di potere che nega i diritti umani. E che attacca in modo particolare le donne. Come se ne esce?
Bisogna distinguere nettamente la Chiesa cattolica come comunità dei fedeli dallo Stato Città del Vaticano che, dice il papa, è il regno di dio e non impone nulla, mentre  è una monarchia assoluta, confessionale e patrimoniale che si basa sulla negazione totale dei diritti civili oltreché umani e in particolare delle donne. Per questo dico che è necessario riconvertire in altro lo Stato vaticano con un processo che segua il diritto internazionale.
Abolire il Concordato?
è il Trattato il vero vulnus. Tutte le fonti di finanziamento diretto dei preti dipendono dalla gerarchia che indica i cappellani, gli insegnanti etc. Abbiamo facilitato una svolta autoritaria nello Stato vaticano che ora va alla conquista di quello italiano.
Gli assurdo ostacoli che la Ru486 trova in Italia ne sono una spia?
Il dato interessante è che gli italiani sono favorevoli al 70, 80 per cento alla Ru486, alla pillola del giorno dopo, all’eutanasia, perché toccano il loro vissuto. Nonostante la propaganda a senso unico del papa.
Marco Pannella denuncia la pretesa del papa di imporci come vivere e morire ma anche la sua «idolatria dell’embrione».
La radicalizzazione moralistica, ideologica sui momenti della nascita e della morte da parte del Vaticano è la conseguenza della sua perdita di presa sull’individuo nella vita quotidiana.
La Chiesa demonizza il desiderio e ammette la sessualità solo per procreare…
I danni della sessuofobia vaticana stanno esplodendo all’interno della stessa comunità di religiosi. Le ultime  puntate de “Le iene” lo raccontano. Oltre ai numeri eclatanti di casi di pedofilia emergono più in generale aspetti di sessualità patologica. Il papa, ora, cerca di mettersi la foglia di fico con l’annessione degli anglicani.
Preti e pedofilia. Panorama tenta di confondere le carte. «In base alle norme sulla tolleranza zero varate nel 2001 dal cardinale Ratzinger,- vi si legge- il processo canonico a carico di Berti (il prete di S. Mauro a Signa accusato di pedofilia, ndr) è stato affidato all’ex Santo Uffizio». Ratzinger, al contrario, nel 2001 impose l’omertà ai vescovi.
Il punto è che non è stata superata l’impostazione vaticana, avallata e ribadita da Ratzinger, per cui si affidano i casi di pedofilia al processo canonico. Invece dovrebbe essere la giustizia ordinaria a fare l’accertamento della verità anziché lasciarla come interna corporis nell’ordinamento canonico.
Don Ruggero, il garante della famiglia proposto da Alemanno, è accusato di pedofilia. Nel processo lei si è costituito parte civile. E ha ricevuto minacce di morte. Cosa è accaduto?
L’ho fatto anche per costringere il sindaco Alemanno a prendere una posizione visto che si parla del “suo” garante della famiglia. La mia è stata una iniziativa politica. La verità sulla colpevolezza o meno di Ruggero Conti la decideranno i giudici. Ma in casi così c’è sempre il rischio che le vittime passino da accusatori ad accusati. Qui la presenza del Comune come parte civile era importante perché la vittima era due volte soggetto debole: in quanto minore e perché dall’altra parte c’è l’avvocato del Vaticano. Poi sono arrivate lettere con proiettili a me, a Mirabile dell’associazione La caramella buona e al pm Scavo. Minacce che potevano avere un effetto non tanto su di noi ma su chi doveva testimoniare.
L’articolo 7 della Carta va contro la Dichiarazione universale dei diritti umani, nota Maurizio Turco. Si potrebbe denunciare il Vaticano per violazione dei diritti umani?
Come nel caso del crocifisso, saranno le giurisdizioni internazionali le uniche alle quali si potrà chiedere giustizia. Vista l’assenza di Stato di diritto in Italia e il potere esercitato a tutti i livelli dal Vaticano, ogni conquista di laicità potrà avvenire o partendo dal basso qua in Italia, o molto più probabilmente rivolgendosi agli organi delle commissioni internazionali, a cominciare da quelle della Ue. Più in generale è la sovranità nazionale assoluta il vero problema; è necessario rivolgersi agli organi sovranazionali perché è l’unico modo per affermare i diritti individuali.

da left-avvenimenti

Posted in Vaticano | Contrassegnato da tag: | Leave a Comment »

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: