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Leggende nere: i Rom rubano i bambini

Posted by Simona Maggiorelli su marzo 19, 2011

di Simona Maggiorelli
Leggende metropolitane sugli zingari che ruberebbero i bambini. Povertà e sporcizia stigmatizzate come fossero una libera scelta. E  continue insinuazioni di rifiutare ogni integrazione. I Rom, Sinti e Camminanti in Italia sembrano essere il bersaglio ideale di ogni tipo di accusa e pregiudizio.

Non avendo né voce autorevole né rappresentanza e, troppo spesso, nemmeno un avvocato difensore nei processi che li vedono alla sbarra. Il famigerato caso di Ponticelli docet: una quindicenne rom è stata processata con l’accusa di tentato rapimento di un bambino. A fare fede sull’accaduto solo il punto di vista della sua accusatrice.

Questo e altri casi analoghi sono puntualmente documentati nel libro Bambini rom di Luca Cefisi  appena pubblicato da Newton Compton: pagina dopo pagina uno sconvolgente viaggio nei piccoli inferni di campi nomadi che si trovano sparsi nelle periferie e nelle discariche del Belpaese. Un lavoro di fortissima attualità sulla vita vera  (e durissima) degli zingari venuti dai territori di guerra della ex Juguslavia, ma anche di quegli zingari italiani, discendenti di quei nomadi che centinaia di anni fa si stabilirono in regioni del Sud  d’ come l’ Abruzzo o la Calabria. Quella degli zingari, avverte Cefisi, è una storia che è stata espunta dai manuali ufficiali. «Basta pensare -ci dice – alla rimozione della loro persecuzione che fu perpetuata dai nazisti.  Gli zingari furono colpiti né più né meno che gli ebrei. Ma  lo si ricorda poco. Gli zingari – prosegue l’attivista del Gruppo Pandora per l’integrazione delle minoranze rom e sinti – sono diventati il capro espiatorio ideale, perché facilmente attaccabili in quanto minoranze povere e isolate, socialmente deboli, con una rappresentanza estremamente gracile anche a causa del basso livello di scolarizzazione che li ha caratterizzati in passato». Una minoranza tanto debole e poco rappresentata nel Palazzo da non essere nemmeno nominati nel testo della legge attuativa dell’articolo 6 della Costituzione che tutela le minoranze linguistiche.

«Quella legge ha avuto un iter molto travagliato ed quando ha cominciato a “quagliare”- ricostruisce Cefisi- la Lega Nord è intervenuta in modo insensato e assurdo, con minacce e accuse  pretestuose. Il risultato è che Sinti e Rom non sono contemplati nel testo di legge. Quando invece le maggiori comunità zingare del Sud d’Italia sono a tutti gli effetti bilingue. E non si vede perché non debbano essere tutelate. Anche per questo – aggiunge l’autore di Bambini ladri- ho scritto degli zingari come di una minoranza mimetizzata, che è stata tenuta nell’ombra e poi espulsa dalla nostra memoria storica». Cancellati oppure denigrati, tacciati di ogni nefandezza. Pur senza conoscerli davvero. Da indagini riportate da Cefisi risulta che  il 56,3 % degli italiani dichiara di sentirsi in forte disagio in presenza di un Rom. Ma quasi l’80 % degli intervistati dichiara di non avere nessuna relazione con loro, ammettendo di non conoscerli. Così come ricostruiva Pino Petruzzelli autore di Non chiamarmi zingaro (Chiarelettere) il pregiudizio che le zingare non amino i propri figli e siano delle «madri degeneri» ha fatto crescere le pressioni riguardo a possibili adozioni. E poi c’è chi  accusa le zingare  di rubare i bambini delle altre.

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