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I migranti che salvano l’Italia

Posted by Simona Maggiorelli su marzo 19, 2010

Un grosso grazie campeggia sulla copertina del viaggio di Staglianò nel Belpaese immigrati. Mentre una messe di nuovi titoli documentano quanto abbiamo bisogno di loro.

di Simona Maggiorelli

Let's get married

Si intitola Grazie il nuovo libro inchiesta di Riccardo Staglianò sugli immigrati in Italia. Un “grazie” scritto a lettere cubitali sulla copertina del volume, fresco di stampa, pubblicato da Chiarelettere. Perché, come recita il sotto titolo «senza gli immigrati saremmo perduti». Così, dopo il dirompente viaggio nei sogni, nelle aspirazioni e nella vita quotidiana dei cinesi in Italia affidato alle pagine di Miss Little China (Chiarelettere), il giornalista di Repubblica ci guida qui alla scoperta di quell’economia sommersa su cui si fonda il “sistema Italia” che ha un assoluto bisogno di immigrati che lavorino a nero, che si vedano costretti ad accettare stipendi da fame pur di non perdere quel permesso di soggiorno che viene loro «concesso» solo se hanno un contratto. Il rischio è precipitare in una condizione di clandestini senza diritti; una condizione che questo governo di centrodestra ha scandalosamente tramutato in reato. «In Italia – chiosa Staglianò – si respira una brutta aria e non si vedono segni di miglioramento». Difficile intravederne in un Paese in cui le ordinanze di “civilissimi” comuni del Nord arrivano a prevedere 500 euro in più nella busta paga dei poliziotti che scovano un clandestino. E che prevedono sanzioni amministrative per gli immigrati che si azzardino a fare i lavavetri ai semafori. è lo stesso Staglianò a ricordarci utilmente che l’ultimo Ambrogino d’oro (la medaglia milanese al civismo) è stato assegnato al Nucleo di tutela trasporto pubblico dell’Atm di Milano «quelle squadre di super-controllori con licenza di sequestro che hanno rastrellato e rinchiuso in una specie di bus prigione presunti clandestini beccati senza biglietto». è l’Italia degli immigrati indispensabili e maltrattati, delle badanti e colf al lavoro 24 ore su 24, delle prostitute hard discount e via di questo passo lungo la strada discendente di questo nostro “Belpaese”. Un libro da tenere sul comodino, da leggere e da regalare per riflettere seriamente, almeno in occasione delle due giornate del migrante indette per questi 20 e 21 marzo dalla Cgil in concomitanza con la Giornata internazionale contro il razzismo promossa dall’Onu. Ma utilmente si potrà aggiungere anche qualche altro titolo per approfondire altri tratti di questa Italia razzista: per esempio Il paese delle badanti, il saggio di Francesco Vietti uscito di recente per Meltemi e il libro Gli africani salveranno l’Italia (Bur) in cui Antonello Mangano ripercorre la rivolta alle ’ndrine dei lavoratori immigrati di Rosarno, che hanno osato quello che gli italiani “autoctoni” non hanno ancora trovato il coraggio di fare. E ancora, per capire la disperante situazione di solitudine in cui i migranti si trovano a vivere qui da noi, Famiglie in movimento, separazioni, legami, ritrovamenti nelle famiglie migranti di Ambrosini e Abbatecola per il Nuovo Melangolo e sulle contraddizioni della legge sui respingimenti, Contro il reato di immigrazione clandestina di Giancarlo Ferrero che fa vedere come la legge italiana che introduce il reato di clandestinità sia affetta «da gravi imprecisioni tecniche, da numerose violazioni costituzionali e da un elevato costo a carico dello Stato». Affrontando anche il cosiddetto «respingimento collettivo» che, di fatto, fa venire meno il diritto d’asilo. Parliamo di studi usciti tutti nel 2010. Segno che c’è anche chi non vuole più chiudere gli occhi.

da left-avvenimenti  del 19 marzo 2010

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Una Risposta to “I migranti che salvano l’Italia”

  1. Isabel said

    Hello there! This post couldn’t be written any better!
    Reading this post reminds me of my good old room mate!
    He always kept talking about this. I will forward this page to him.
    Pretty sure he will have a good read. Many thanks for sharing!

    Mi piace

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