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Lungo la via dell’incenso

Posted by Simona Maggiorelli su aprile 26, 2009

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Alla scoperta della nuova Petra e delle testimonianze dell’antico popolo preislamico dei Nabatei

di Simona Maggiorelli

Lungo la via caravaniera dell’incenso proveniente dalle regioni dell’Arabia felix (oggi Yemen) nasceva Petra, la città scavata nella roccia del deserto, capitale nabatea dal IV secolo a.C. e oggi universalmente conosciuta come la perla del patrimonio artistico giordano. Ma a venticinque chilometri più a Nord fonti arabe raccontavano fin dall’antichità di una città nabatea fortificata, altrettanto meravigliosa, ricca di giardini e di palazzi.«Per secoli-chiosa l’archeologo Guido Vannini- si è creduto che si trattasse solo di leggende. Ora le ricerche archeologiche hanno dimostrato che quell’insediamento incastellato, poi divenuto città straordinariamente cosmopolita, era esistito davvero». La città di cui parliamo è Shawbak e ai recenti importanti ritrovamenti delle spedizioni archeologiche dell’Università di Firenze e internazionli è dedicata la mostra Da Petra a Shawbak nella Limonaia del Giardino dei Boboli che sarà inaugurata il 13 luglio, per poi essere trasferita in autunno in Giordania. «Nel corso del tempo Shawbak ha più volte cambiato pelle– spiega Vannini- maturando sul più antico substrato nabateo, uno strato romano-bizantino e poi islamico, fino a diventare durante il medioevo avamposto crociato e poi ancora città militare in epoca ayyubide», E, fatto abbastanza straordinario,senza che le differenti culture si elidessero l’un’altra, ci spiega lo studioso, anticipandoci alcuni risultati delle sue ricerche che saranno presentati in mostra. Pur essendo nata come città di frontiera, Shawbak di fatto non segnò mai una cesura netta nella regione. Al contrario seppe farsi zona osmotica di passaggio fra il Nord “siriano” e il Sud “egiziano”, Ma anche fra Mediterraneo e Arabia, sussumendo e intrecciando differenti culture in una identità nuova e originale.

Petra

Petra

Qualche segnale di questo complesso processo si può leggere anche nelle decorazioni di alcun vasi che accanto a decorazioni islamiche conservano figurazioni di stampo latino. Alcuni di questi reperti, mai prima presentati al pubblico, saranno in mostra a Firenze accanto a reperti che raffigurano divinità del pantheon nabateo, perlopiù legate ai riti della fertilità e insieme a ceramiche nabatee cosiddette a “pelle di uovo”, per la loro delicata consistenza. «le radici culturali nabatee sono l’origine nobile di Shawbak e di Petra, un po’come lo sono quelle etrusche per certa Toscana, ma la cultura di cui poi è rimasta maggiore traccia nei secoli è quella medievale. Così oggi- conclude Vannini- quella che appare agli occhi del visitatore che magari abbia visitato Petra quindici anni fa è una città enormemente arricchita di monumenti riportati alla luce, ma anche sempre più tipicamente medievale».

da left-Avvenimenti aprile 2009

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