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L’opera totale dei #Masbedo

Posted by Simona Maggiorelli su gennaio 12, 2015

Masbedo

Masbedo

L’iconografia dei maestri della pittura, il nero vibrante di Caravaggio ma anche lo sfumato di Leonardo sono alcuni elementi emblematici e suggestivi, che ritornano, nelle opere multimediali dei Masbedo realizzate nel corso dell’ ultima decina di anni. Densa di riferimenti alla storia dell’arte, disseminata di riferimenti colti, la loro videoarte riesce a sedurre lo spettatore con “somma sprezzatura”, dissimulando ogni fatica e asprezza, in un risultato finale intensamente poetico, semplice all’apparenza.
I Masbedo (ovvero Niccolò Massazza e Jacopo Bedogni) sono due maghi del digitale, capaci di utilizzare a pieno la possibilità espressive offerte dalla tecnologia, per espandere ad infinitum la tavolozza dei colori, realizzando immagini eleganti, patinate, ma senza affettazione. Non di rado di grande impatto emotivo. Come accade nei loro loro video nati in simbiosi con la new wave, con il rock più di tendenza degli anni Novanta e di oggi. Basta pensare a Ricoveri virtuali e sexy solitudini dei Marlene Kuntz, la band di Cuneo a cui i Masbedo hanno regalato una allure romantica, quasi ottocentesca, in paesaggi nebbiosi. Oppure alla performance video musicata dai Marlene di Cristiano Godano in occasione di una recente edizione della Art night a Venezia.

Masbedo, Schegge d'incanto in fondo al dubbio ( 2009)

Masbedo, Schegge d’incanto in fondo al dubbio ( 2009)

Una forza emotiva che i Masbedo sono riusciti a non disperdere quando più di recente si sono cimentati con opere più articolate e complesse, come i lungometraggio che hanno presentato nelle Giornate degli autori alla 71esima mostra del cinema di Venezia, dal intitolato The lack. Un vero e proprio film che interroga l’universo femminile, indagando il tema della perdita. Intorno a questa opera densa di primi piani e sequenze che mettono a nudo il mondo interiore delle protagoniste si dipana la retrospettiva che la Fondazione Merz dedica ai Masbedo, ripercorrendo il loro lavoro attraverso nove opere video, alcune delle quali inedite e realizzate proprio per la mostra curata da Olga Gambari, a Torino che si è appena conclusa con una performing night del duo più famoso all’estero riguardo alla videoarte made in Italy .

Un’esposizione che sussume molti aspetti della ricerca dei Masbedo, la sperimentazione cinematografica, l’amore per la fotografia dal gusto retrò, in vibrante bianco e nero, nel tentativo di fissare sulla carta paesaggi umani in cui il silenzio comunica più di tante parole. Fin dagli esordi il loro lavoro non si è mai lasciato imbrigliare in una ristretta categoria, in un genere compartimentato. Al fondo i due artisti (oggi quarantenni) hanno sempre inseguito quel sogno dell’opera totale lanciato dalle avanguardie storiche e prima preconizzato dalle opere di Wagner. Negli spazi della Fondazione Merz a questa ricerca di una fusione dei diversi linguaggi del cinema, della musica, del teatro, delle arti figurative si aggiunge una ulteriore caratterizzazione: il dialogo e l’interazione con la ricerca di un articolato gruppo di video artisti internazionali – tra i quali star internazionali come il belga Jan Fabre e artisti italiani più giovani e già affermati come Marzia Migliora e Ra Di Martino oppure come Gianluca e Massimiliano De Serio. Personalità diversissime qui unite in un omaggio al maestro dell’arte povera, Mario Merz.

Dal settimanale Left

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